Io scrivo

Alcune delle storie che ho inventato sono diventate libri editi; spero che altre lo diventino in seguito.










"La continentale", una storia vera anche se secondo l'autrice il romanzo autobiografico non esiste. Su Spigolature

  Ho poco tempo, in questo periodo, per scrivere su questo blog. Ero tentata di farlo per l'otto marzo, ma poi non ne ho avuto voglia. Mi sarebbe piaciuto approfondire la questione del fatto storico al quale la ricorrenza si riferisce, parlare dell'incertezza dei dati (si tratta dell'incendio in una fabbrica di New York? Si tratta di fatti avvenuti a San Pietroburgo?), magari suggerendo che infine poco conta l'origine di quella che ormai tutti chiamano "festa della donna". La locuzione mi piace poco. E avrei dovuto spiegare perché mi piace poco. Ma non ho avuto tempo per tutto questo e invece sono riuscita, nelle solite ore antelucane o di notte profonda (che sono poi vicine, a pensarci bene: tra l'andare a dormire tardi e l'alzarsi presto c'è una terra di nessuno di quattro ore circa, che sono quelle in cui di solito il sonno mi rapisce) a scrivere alcune rapide (come sempre) riflessioni su un libro che ho appena finito di leggere, La continentale, della mia conterranea Silvana La Spina. Me lo hanno regalato alcuni cari amici, come viatico per un mio spostamento verso nord.

 
  Poche righe di impressioni che trovate su Spigolature di oggi, 13 marzo. Certo che la vita in alcuni momenti accelera come certe giostre terrificanti sulle quali mai salirei, mi sembra che dall'otto marzo siano trascorsi mesi...
Rosalia Messina
3 commenti:
  1. Riporto qui una conversazione che si sta svolgendo nelle segrete di Gogle, per condividerla con i viandanti del Web :-)

    Maria Alberta Fiorino
    A me piace pensare che chi scrive non trasfiguri la realtà, né la manipoli, un lettore attento se ne accorgerebbe. Credo che la scrittura sia un esercizio di verità e di coerenza. Penso che i personaggi, le vicende che si intrecciano nelle storie, provengano, in un modo o nell’altro, dagli incontri compiuti, dall’esperienza, dall’osservazione dell’altro, dal ricordo, da una registrazione di luoghi, di persone e avvenimenti. Dall’intima suggestione di un momento, da un qualcosa che appartiene all’autore in modo così stretto da poterne parlare senza entrare in contraddizione. Più che di menzogna parlerei di fantasia, di gioco creativo con parte dall’ incipit e trova conclusione nell’epilogo, per ripartire da un nuovo inizio. Altro mi pare la capacità di mentire. L’argomento è davvero interessante.
    Mariella

    Giovanni Venturi
    Ma no la realtà della narrativa e' finzione, e' manipolazione, altrimenti
    non sarebbe narrativa, ma il resoconto di un'esperienza di un autore e a
    meno che non hai una vita molto molto dinamica e' difficile che tu possa
    lasciare il lettore interessato e non scriverai tanto. In inglese viene
    chiamata fiction che è per l'appunto finzione. Una storia scritta bene non
    è una storia vera, ma verosimile, ma io mi lascio trasportare dalla mano
    dell'autore, non penso se la storia e'vera o meno. Nemmeno mi interessa :)

    Maria Alberta Fiorino
    Sono d'accordo circa Il "nemmeno mi interessa" :-) Non mi riferirei alla capacità di combinare situazioni, colpi di scena e quanto altro serva a sollecitare la curiosità del lettore, che è sacrosanta. Ma anche in questo come per i personaggi, a mio avviso, probabilmente si attinge a quello di cui si ha un'esperienza o anche una curiosità. Penso che la scrittura sia un'esigenza intima, un desiderio di dire qualcosa di proprio su qualcosa. Per questo mi piace pensare più alla fantasia che alla menzogna. Credo che di fondo ci sia sempre un'autenticità.
    Ciao Giovanni :-)

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    1. Grazie a te e a Giovanni per l'interesse che ha suscitato in voi il libro di Silvana La Spina!

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