Ultima intervista del 2014. Ultimo sabato dell'anno. Lo trascorriamo in compagnia di Fancesco Mari, che ha scritto La ragazza di Scampia, un romanzo interessante per diverse ragioni, almeno dal mio punto di vista. Ne dico due: perché è un libro che ha dentro la storia di un libro (come quando al cinema si racconta il cinema, un esempio per tutti Effetto notte); perché è una storia napoletana e Napoli è una città affascinante, nel bene e nel male. Un luogo che in letteratura e nel cinema ha tante fisionomie diverse: per fare qualche esempio, senza alcuna pretesa di esaurire tutti quelli possibili, c'è la Napoli di Marotta, c'è quella di Saviano, quella di De Luca, quella della Ferrante. E quella di De Sica, quella di Totò, quella di Martone. Ecco, adesso c'è anche la Napoli di Francesco Mari. Nell' intervista si parla del romanzo e di altro ancora: soprattutto, di una concezione molto interessante del leggere e dello scrivere, che, lungi dall'essere piaceri solipsistici, costituiscono per questo autore una forma di resistenza quasi gandhiana all'utilitarismo selvaggio del nostro tempo.
Buona lettura! E auguri per l'anno che sta per arrivare, ne abbiamo bisogno tutti.
Rosalia Messina
Rosalia Messina










































