Io scrivo

Alcune delle storie che ho inventato sono diventate libri editi; spero che altre lo diventino in seguito.










Come nasce una femmina

  
   
  La costruzione dell'identità femminile è tema arduo. Troppo, per quest'ora tarda e la stanchezza fonda. Rimando al post di oggi sul blog Spigolature, in cui butto giù un paio di riflessioni su un bel racconto di Alice Munro, Maschi e femmine.

Una bella intervista

   Maria Lucia Riccioli ha deciso di inaugurare con la mia intervista la nuova rubrica - La Sicilia che scrive - che pubblica sul suo blog. Di questo la ringrazio molto, anche perché le cose che ha scritto nella parte introduttiva mi hanno commossa.
   Ci conosciamo da anni e, come lei dice nell'introduzione a questa intervista, seguiamo reciprocamente le nostre vicende letterarie. In una lunga chiacchierata abbiamo fatto insieme il punto del mio percorso: andate a dare un'occhiata. . .

"Il senso di una fine" di Julian Barnes

   "Vuoi lasciarti indietro quest'ultimo ricordo, e fare in modo che sia buono. Vuoi che si pensi a te con dolcezza, nel caso in cui il tuo aereo dovesse rivelarsi proprio quello meno sicuro che andare a piedi fino al negozio d'angolo.
   E se ci comportiamo così prima di cinque notti di vacanza invernale a Maiorca, perché non dovrebbe verificarsi qualcosa di analogo e di più vasta portata verso la fine della vita, quando vediamo avvicinarsi il viagetto finale: la scarrellata a motore al di là delle tende di un crematorio? Non pensate male di me, ricordatemi con favore. Dite in giro che mi volevate bene, che vi piacevo, che non ero un bastardo. Anche se, magari, niente di tutto questo è vero".

Julian Barnes, Il senso di una fine - all rights reserved




    A me il libro è piaciuto. Forse hanno ragione coloro che non riescono a considerarlo un capolavoro, come, per esempio, Christian Raimo, il severo recensore di Minima & moralia, ma il suo giudizio acuminato mi sembra eccessivo e solo in parte giustificato dal fatto che chi lo ha scritto è piuttosto arrabbiato perché gli sembra che l'autore abbia trattato il lettore da fesso (la recensione, per altro, contiene molte interessantissime riflessioni sui temi di fondo del romanzo e l'ho letta con piacere). 
  Ad altri recensori il romanzo di Barnes, che ha vinto il Man Booker Prize 2011, ha fatto un'ottima impressione; Nadia Fusini, per esempio, lo definisce un "capolavoro minimo, niente affatto minimalista".
  Per fortuna io sono soltanto una lettrice che ama parlare di libri senza la pretesa di recensirli. Lo scavo nei ricordi dell'anziano protagonista, Tony, mi ha preso e talvolta commosso.                   
  Spero di avervi fatto venire abbastanza curiosità da leggerlo.

                             Rosalia Messina

La malinconia delle cose che finiscono

   Vi ricordate la malinconia delle vacanze di Natale che finivano, ai tempi della scuola? Io ci ripenso oggi, 5 gennaio 2014, penultimo giorno delle feste per antonomasia, quelle che si snodano, con intervalli di lavoro poco convinto, dalla Vigilia all'Epifania.
   E allora mi tornano in mente i versi dei poeti che hanno cantato la malinconia della fine. La malinconia dell'estate insidiata dall'autunno incipiente; di un ciclo dell'esistenza che si chiude, e poco conta che la fine fosse desiderata; del nostro passaggio sulla terra, insignificante pulviscolo nel fluire del tempo. Perché il poeta ha il dono di dare voce a ciò che tutti avvertono senza saperlo dire, il poeta, come dice Emily Dickinson, è 
". . . colui che distilla 
un senso sorprendente da ordinari 
significati, essenze così immense
da specie familiari
. .
."





Le cose
Le monete, il bastone, il portachiavi,
la pronta serratura, i tardi appunti
che non potranno leggere i miei scarsi
 giorni, le carte da giuoco e gli scacchi,
un libro e tra le pagine appassita                     

la viola, monumento d'una sera
di certo inobliabile e obliata,
il rosso specchio a occidente in cui arde
illusoria un'aurora. Quante cose,
 atlanti, lime, soglie, coppe, chiodi,
ci servono come taciti schiavi,
senza sguardo, stranamente segrete!
Dureranno piú in là del nostro oblio;
non sapran mai che ce ne siamo andati.
ww.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-17430>
                                  
                                 
                                     Jorge Luis Borges 
 

Questa polvere quieta fu signori e fu dame,
e giovani e fanciulle,
fu riso, arte e sospiro                                          
e bei vestiti e riccioli.
                                 
                                   Emily Dickinson 













da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-a


Sull'erba che ha ricoperto
le cause e gli effetti,
c'è chi deve starsene disteso
con la spiga fra i denti,
perso a fissare le nuvole
(strofa finale della poesia
"La fine e l'inizio" di Wislawa Szymborska)

Sul blog Spigolature: la difficile comunicazione fra padri in calo di autorevolezza e adolescenti lunari e lunatici in un libro di Michele Serra

  Sul blog Spigolature, che ho il piacere di curare per la rivista LetteraTu, qualche riflessione su Gli sdraiati di Michele Serra. Buona lettura!

Buon Natale!

   I miei auguri natalizi non possono che essere letterari. E allora vi propongo una poesia in tema, fin troppo nota, forse abusata, ma proprio per questo, chi lo sa, capace di suscitare un'eco emotiva, di riportarci ai banchi scomodi di scuola, alla mente che in certe giornate vagava altrove e, perché no, di ricordo in ricordo, a una mitica età dell'oro che non importa se sia diventata tale solo per una trappola benefica della memoria.
   Auguri a tutti.

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare
Giuseppe Ungaretti

Un po' di promozione...




Marmellata d'arance è adesso anche su Ibs e su Libreria universitaria!

E qui trovate un'intervista che ho rilasciato al telefono.