Io scrivo

Alcune delle storie che ho inventato sono diventate libri editi; spero che altre lo diventino in seguito.










Leggendo ho trovato...

    Nei libri si trovano cose interessanti. Una frase che ci fa sognare, un pensiero che ci fa riflettere. Oggi ho trovato questo, e ve lo propongo: 

   ". . . a Napoli viviamo tutti sotto il segno dell'indulgenza, la stessa che i figli pretendono dalle madri, i mariti dalle mogli, gli amici dagli amici, gli alunni dai professori e ognuno da tutti gli altri".
   Raffaele La Capria, Ferito a morte

   A me sembra che questo vivere sotto il segno dell'indulgenza sia un tratto caratteristico dell'italiano in genere, non del solo napoletano, e senza distizioni fra nord e sud. Che ne pensate?
 
4 commenti:
  1. Ho sentito dire spesso che questa è la morale cattolica rispetto a quella protestante. Ora che si prospetta un confronto "globale" ridimensionerei la questione, altrove sono anche più indulgenti di noi italiani, mentre per altri l'indulgenza ha una sola direzione ed è la situazione peggiore. Difficile dire quale è l'atteggiamento giusto. Io almeno non l'ho ancora capito.

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    1. Sai, Andrea, secondo me non è tanto la questione dell'essere indulgenti, quanto dell'aspettarsi indulgenza per le proprie azioni poco commendevoli. Certo, è anche vero che chi si aspetta indulgenza tende pure a elargirla al prossimo.
      Una domanda: nei paesi in cui, come tu dici, si registra un'indulgenza anche maggiore della nostra sono paesi di tradizione cattolica? Puoi fare qualche esempio?

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  2. Conosco un poco la Danimarca e la Germania. Una volta, a Copenhagen, una ragazza infilo' noncurante la scala mobile con il passeggino, nonostante un chiaro segnale di divieto. Come era prevedibile, arrivata alla fine del percorso il passeggino si incaglio', i vecchietti che erano dietro ruzzolarono uno dopo l'altro uno sull'altro, qualcuno facendosi anche male. Accorsero subito gli addetti alla sicurezza, il passeggino fu disincagliato, e la ragazza si avvio' tranquillamente verso l'uscita, indisturbata e non arrestata da nessuno, dicendo solo "Det var ikke min skjuld", cioe': "Non e' stata colpa mia".
    Ecco, questo e' il danese tipico: dalla culla alla tomba e' abituato ad autoassolversi. Lo Stato pensa a tutto, anche a proteggerti dalle tue responsabilita'.
    In Germania quando per caso il discorso cade sulla guerra e sugli ebrei, il tedesco di qualunque eta' abbassa gli occhi e si tace immediatamente.
    Il senso di indulgenza/autoindulgenza secondo me oggi non dipende dalla morale protestante (une bella idea di Weber).

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  3. I luoghi comuni affermano verità che si tende a non discutere. Spesso, invece, la verifica sul campo ne rivela la fallacia. Grazie, Vincenzo, per questo contributo al dibattito.

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