Io scrivo

Alcune delle storie che ho inventato sono diventate libri editi; spero che altre lo diventino in seguito.










Sfogo semiserio in una domenica di maggio

   Di solito esterno poco. Insomma, non uso il blog per raccontare umori, dolori, tremori. Non critico (implicitamente) chi usa in questo modo il suo spazio sul web, penso (davvero) che la grandissima libertà che dà la rete è proprio quella di esprimersi secondo la propria sensibilità, alla quale corrisponde altrettanta libertà, nei viandanti che vi si avventurano, di leggere solo quello che trovano interessante.
   Fatta questa premessa e augurata a tutti una serena domenica, per una volta uso questo spazio per uno sfogo. 
   Non sopporto più le persone che si prendono troppo sul serio. Insomma, un po' sul serio bisogna prendersi, nel senso di credere in se stessi nella giusta misura, senza autolesionismi e senza autoesaltazioni. Chi crede in sé di solito fa le cose seriamente, e questo va benissimo. Anzi, è molto importante amare ciò che si fa abbastanza da volerlo far bene. 
   Quello che proprio mi dà l'orticaria è la convizione, che leggo negli occhi (e nella voce, nella postura, nella scrittura soprattutto) di alcuni, di essere portatori di verità da rivelare al mondo. Di solito si tratta di persone incapaci di ironia e men che mai di autoironia. Quelli molto compiaciuti delle parole che pronunciano o scrivono, diciamo pure tronfi, quelli che sanno tutto e hanno una risposta per ogni domanda, anche per quelle che nessuno ha rivolto loro. Uffa, che noia. Ma guardatevi allo specchio e fatevi una bella risata, ogni tanto. E magari date un'occhiata a questo sito, in cui potete trovare tante cose interessanti, a cominciare dal suo manifesto.

Rosalia Messina
   

2 commenti:
  1. L'umiltà pare essere molto apprezzata solo quando la si osserva nei protagonisti delle fiction televisive, mentre, invece, quando la si sperimenta nella vita reale, è ritenuta elemento secondario e di poca importanza nelle relazioni pubbliche, nel business.
    Per la società contano di più la sicurezza, la forza, la convinzione, l'apparire, che mostrarsi mesti e umili.
    C'è chi fa uso di elementi caratteriali forti, convinto che ogni sciocchezza si possa far passare per preziosa e assurgerla al rango di grande discorso.
    Insomma, bisogna capire, in realtà, se siamo in grado di scegliere, e dunque se essere come la società ci impone, forzando tutto fino al limite dell'incomprensibile; oppure difendere la propria dignità, il proprio carattere e i propri valori, cercando, nella semplicità del cuore, di farsi intendere e capire.
    Parlando di me dico che non sono un letterato, un accademico, uno che detiene titoli, ma una persona che ha fatto esperienza della vita e che ha capito quanto sia più importante riuscire a farsi capire e farsi leggere con semplicità, piuttosto che mostrare prosopopea e scienza disincarnati dall'anima.
    Grazie Lia per questo spunto di riflessione. Un caro saluto!

    Alessio Patti

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  2. Ciao, Alessio, grazie per essere passato di qui e averci offerto le tue riflessioni.
    E viva la semplicità.

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