TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA – Quinta e ultima lezione
Ragazza mia, il corso intensivo di tecniche di sopravvivenza volge alla
sua conclusione. Questa, infatti, è l’ultima lezione. Non sapevo bene che
contenuto avrebbe avuto, ma ho colto un’ispirazione al volo. Parlavo con una
persona depressa, qualche ora fa. Come forse ti sarà accaduto di sperimentare,
le persone depresse non sono aiutabili. Il sudario color piombo che pesa sui
loro pensieri non è squarciabile nemmeno con il laser. Figurati cosa possono le
parole di un’ottimista un po’ ingenua. Mi è venuta un’idea, allora. Ho
suggerito all’interlocutore di adottare un aggettivo e provare ad
assomigliargli. A me piace “indomito”, per esempio. Naturalmente la persona
depressa non si fa incantare da queste pillolette di saggezza spicciola alla
Mary Poppins, si avvolge nella sua cupezza e ci resta. Al sicuro dal
cambiamento, che secondo me è la cosa di cui i depressi hanno davvero paura.
E allora ho pensato a te, ragazza mia. A te che corri tutto il giorno,
che cerchi di farcela sempre e di solito ci riesci, che impersoni tanti ruoli
diversi e fai del tuo meglio per essere all’altezza dei tuoi sogni e delle
aspettative degli altri, qualche volta avendo un successo adeguato ai tuoi
sforzi e qualche volta no. Ho pensato che forse tu sei capace di adottare un
aggettivo e di cercare di assomigliargli.
E questa è l’ultima dritta che posso darti.
Magari non servirebbe a sopravvivere nel deserto. Ma nella giungla
urbana in cui ti aggiri tutto il giorno, fra il tuo luogo di lavoro, l’asilo di
tuo figlio, la visita specialistica di tua suocera, il supermercato, la
palestra e tutte le altre piccole sfide del quotidiano, magari tenere in tasca un
aggettivo come “indomita”, o quello che preferisci, al quale assomigliare, accarezzarlo
ogni tanto come faresti con un talismano, può esserti − io spero − di qualche
utilità.
Rosalia Messina
Rosalia Messina


Ho letto tutte le "lezioni", proverò a mettere in pratica le tecniche e spero che tu continui a suggerirci altre metodiche.
RispondiEliminaL'aggettivo: "arioso", per non soffocare.
Ciao,sm.
Mariella
Buona giornata, Mari. "Arioso" è bellissimo. A volte ci vuole un aiutino, per "respirare"... :)
RispondiEliminaMI piace il contrasto tra la "giungla urbana" e il deserto, Lia.
EliminaUn mio sogno ricorrente, specie nei momenti di stress, è quello di camminare nel deserto, quasi sempre un bel sogno.
La cosa più affascinante è il passaggio, come quando si attraversa in macchina il deserto del Nevada e nel buio compaiono le mille luci di Las Vegas con il suo stereotipo di giungla urbana, artificiale (una serra più che una giungla). E' un miraggio, ti riempie, ma il giorno dopo non vedi l'ora di tornare a sabbia e cactus, che ricominciano dalla periferia opposta.
Un abbraccio. Antonio
Grazie, Antonio, com'è bella la tua descrizione di Las Vegas che emerge dal buio e dalla quiete del deserto.
RispondiEliminaBuona giornata!
Parole sante, cara Rosalia... Io son partita dall'ultima lezione, non per presunzione ma per mancanza di tempo. Che bell'inno alle donne di oggi hai fatto: depresse o meno, intente a districarsi nella giungla urbana come me o soffocate in qualche natio borgo selvaggio. "Indomite" è l'aggettivo che descrive appieno molte di noi, ne sprona qualche altra, speriamo. Alessia
RispondiEliminaCiao, Alessia, è bello vederti passare da qui ogni tanto e lasciare una traccia gentile. Ti aspetto sempre.
RispondiEliminaindomita sì sempre, e non c'è bisogno di gesti eclatanti, basta il quotidiano! solo che magari non ci si rende conto della propria forza, della capacità di resistenza e reazione che spendiamo ogni giorno, rifletterci un attimo aiuta a ricaricarsi! Ciao Lia! Marina
RispondiEliminaCiao, Marina!
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