Io scrivo

Alcune delle storie che ho inventato sono diventate libri editi; spero che altre lo diventino in seguito.










Corso intensivo di tecniche di sopravvivenza, ultima lezione



TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA – Quinta e ultima lezione

  Ragazza mia, il corso intensivo di tecniche di sopravvivenza volge alla sua conclusione. Questa, infatti, è l’ultima lezione. Non sapevo bene che contenuto avrebbe avuto, ma ho colto un’ispirazione al volo. Parlavo con una persona depressa, qualche ora fa. Come forse ti sarà accaduto di sperimentare, le persone depresse non sono aiutabili. Il sudario color piombo che pesa sui loro pensieri non è squarciabile nemmeno con il laser. Figurati cosa possono le parole di un’ottimista un po’ ingenua. Mi è venuta un’idea, allora. Ho suggerito all’interlocutore di adottare un aggettivo e provare ad assomigliargli. A me piace “indomito”, per esempio. Naturalmente la persona depressa non si fa incantare da queste pillolette di saggezza spicciola alla Mary Poppins, si avvolge nella sua cupezza e ci resta. Al sicuro dal cambiamento, che secondo me è la cosa di cui i depressi hanno davvero paura.
  E allora ho pensato a te, ragazza mia. A te che corri tutto il giorno, che cerchi di farcela sempre e di solito ci riesci, che impersoni tanti ruoli diversi e fai del tuo meglio per essere all’altezza dei tuoi sogni e delle aspettative degli altri, qualche volta avendo un successo adeguato ai tuoi sforzi e qualche volta no. Ho pensato che forse tu sei capace di adottare un aggettivo e di cercare di assomigliargli.
   E questa è l’ultima dritta che posso darti.
  Magari non servirebbe a sopravvivere nel deserto. Ma nella giungla urbana in cui ti aggiri tutto il giorno, fra il tuo luogo di lavoro, l’asilo di tuo figlio, la visita specialistica di tua suocera, il supermercato, la palestra e tutte le altre piccole sfide del quotidiano, magari tenere in tasca un aggettivo come “indomita”, o quello che preferisci, al quale assomigliare, accarezzarlo ogni tanto come faresti con un talismano, può esserti − io spero − di qualche utilità.






 



  






 Rosalia Messina

8 commenti:
  1. Ho letto tutte le "lezioni", proverò a mettere in pratica le tecniche e spero che tu continui a suggerirci altre metodiche.
    L'aggettivo: "arioso", per non soffocare.
    Ciao,sm.
    Mariella

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  2. Buona giornata, Mari. "Arioso" è bellissimo. A volte ci vuole un aiutino, per "respirare"... :)

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    1. MI piace il contrasto tra la "giungla urbana" e il deserto, Lia.
      Un mio sogno ricorrente, specie nei momenti di stress, è quello di camminare nel deserto, quasi sempre un bel sogno.
      La cosa più affascinante è il passaggio, come quando si attraversa in macchina il deserto del Nevada e nel buio compaiono le mille luci di Las Vegas con il suo stereotipo di giungla urbana, artificiale (una serra più che una giungla). E' un miraggio, ti riempie, ma il giorno dopo non vedi l'ora di tornare a sabbia e cactus, che ricominciano dalla periferia opposta.
      Un abbraccio. Antonio

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  3. Grazie, Antonio, com'è bella la tua descrizione di Las Vegas che emerge dal buio e dalla quiete del deserto.
    Buona giornata!

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  4. Parole sante, cara Rosalia... Io son partita dall'ultima lezione, non per presunzione ma per mancanza di tempo. Che bell'inno alle donne di oggi hai fatto: depresse o meno, intente a districarsi nella giungla urbana come me o soffocate in qualche natio borgo selvaggio. "Indomite" è l'aggettivo che descrive appieno molte di noi, ne sprona qualche altra, speriamo. Alessia

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  5. Ciao, Alessia, è bello vederti passare da qui ogni tanto e lasciare una traccia gentile. Ti aspetto sempre.

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  6. indomita sì sempre, e non c'è bisogno di gesti eclatanti, basta il quotidiano! solo che magari non ci si rende conto della propria forza, della capacità di resistenza e reazione che spendiamo ogni giorno, rifletterci un attimo aiuta a ricaricarsi! Ciao Lia! Marina

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