Io scrivo

Alcune delle storie che ho inventato sono diventate libri editi; spero che altre lo diventino in seguito.










Riflessioni minimali sul Nobel di Alice Munro



  È la terza volta che un’autrice di cui ho divorato le opere viene insignita del Nobel per la letteratura. La prima volta è accaduto con Nadine Gordimer, nel 1991; la seconda con Doris Lessing, nel 2007. “Che noiosa”, commentò una zia che ama leggere, alla quale avevo regalato una raccolta di racconti della Gordimer. Fu una bella lezione; da allora sono gli orizzonti del destinatario del libro che regalo a guidare la mia scelta, mentre prima mi basavo, egocentricamente, sul piacere che avevo ricavato dalla lettura.


Nadine Gordimer


Doris Lessing

  Adesso tocca a Alice Munro, da me prediletta perché scrive solo racconti, incurante del mercato, attento − dicono − alle dimensioni e portato a privilegiare le opere ponderose. Io ho amato e amo di tutto, indiscriminatamente, Proust e Carver, tanto per citare due giganti opposti nella misura narrativa. Ma quando scrivo tendo alla storia breve; in fondo, anche i miei romanzi sono racconti lievitati. E, pur leggendo e amando, come dicevo, di tutto, non posso non ammirare chi ha seguito imperterrito una vocazione, senza adattare la misura dei propri fermenti interiori alle istruzioni per l'uso di agenti, editori, critici letterari.

Alice Munro
 

     Brava, Alice. Ti rileggo con piacere, contenta del tuo Nobel, soddisfatta di averti amata ancora prima che il tuo nome corresse per il mondo e si imponesse anche a chi non legge nemmeno l’elenco telefonico.
2 commenti:
  1. Questi giorni piovosi d'autunno sono l'ideale per riscoprire Alice Munro. Una lettura giovanile, di cui apprezzo sempre la semplicità, il nitore e il micidiale sense of huomour. E pensare che qualcuno alla pubblicazione della sua prima raccolta di racconti, nel 1968, titolò: "Una casalinga che trova il tempo per scrivere". Sic!

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  2. Cara Alessia, nessuno avrebbe detto la stessa cosa di Carver e delle sue celebratissime (secondo me a ragione) storie minimali e spoglie di orpelli. Ma nessuna meraviglia, per una donna spesso la strada è più lunga e accidentata. Proprio per questo il Nobel conseguito da Alice Munro mi ha dato fremiti di pura gioia.
    Buona rilettura!

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